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"...eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerá nuovamente al bene,che ritorneranno l'ordine, la pace, la serenitá"Annalies Marie Frank
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La mitraglietta e Arafat

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Traduco dal Jerusalem Post

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Alla TV francese...

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Ipocrisia, Ipocrisia e ancora Ipocrisia

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Cristiani a Gerusalemme

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Pace e Arafat

La mitraglietta e Arafat

E’ passata quasi inosservata l’immagine di Arafat armato di mitraglietta mentre passa in rassegna le sue truppe a Gaza. Chissa’ cosa avrebbero scritto o detto I media mondiali se anziche’ di Arafat si fosse trattato di un qualsiasi altro leader di qualsivolgia nazione. Chissa’ cosa direbbe Massimo D’Alema se Barak girasse armato.
Arafat , ai tempi d’oro del suo terrorismo internazionale, quando era gia’ ricevuto con gli onori dovuti a un capo di Stato, si presentava in Vaticano con la pistola alla cintura e anche questo passava volutamente inosservato.Chi avrebbe osato criticarlo? Poi, all’improvviso, ha messo da parte le armi personali per poter recitare meglio la parte della colombella invocante la pace ai falcacci israeliani e la falsa colomba si e’ vista consegnare il Nobel per la pace proprio nel periodo in cui in Israele saltavano un paio di autobus alla settimana.
Mi hanno sempre fatto un po’ ridere le truppe eternamente schierate di Arafat. Sono sempre la’, sull’attenti, giorno e notte, in attesa, Dio ne guardi, che al raiss venisse voglia di passarle in rassegna magari tornando a casa da una passeggiata in giardino, o da una visita ai campi dove si addestrano I bambini a odiare, o da una visita agli ospedali dove bacia in lacrime (di coccodrillo) gli arti feriti dei suoi quasi-martiri perche’ se non sono morti sono solo "quasi-martiri". Sara’ per la prossima volta, li consola Arafat. Lui poi torna a casa e "passa in rassegna". Sempre, con aria estremamente seria, a passo della semi-oca, marcia davanti ai suoi colonnelli schierati. I suoi soldati, in otto anni di autonomia, da terroristi sono diventati tutti colonnelli o generali e tutti hanno il petto coperto da mezzo chilo di medaglie. Una carrierona. Non esistono soldati semplici nell’esercito di Arafat, tutti promossi sul campo in base, forse, agli abrei uccisi in giro per il mondo e in Israele.
E anche questa volta, di ritorno da non si sa dove, Il raiss ha passato in rassegna le sue truppe ma questa volta aveva in mano una mitraglietta. Ohibo’, abbiamo pensato tutti in Israele. Una mitraglietta! E perche’? Perche gli avevano detto che gli israeliani che abitano nei kibbuzim vicino a Gaza (per interderci, quelli che in Italia chiamano coloni) stavano protestando contro I soldati di Israele per avere piu’ sicurezza. Ohibo’, abbiamo ancora pensato in Israele. Arafat teme che tutta la sua polizia, tutti I suoi colonnelli medagliati, tutti I suoi "generali delle pietre" siano incapaci di difenderlo da un pugno di ebrei che oltretutto non gli prestavano nemmeno attenzione?
Barak e’ un generale e mai lo abbiamo visto con un arma, Rabin era un generale e mai lo abbiamo visto con un’arma. Nemmeno il Capo di Stato maggiore dell’esercito d’Israele, Generale Mofaz, lo abbiamo mai visto armato. E dobbiamo vedere l’uomo che si fa passare per Capo di Stato e che e’ trattato da Capo di Stato con in mano una mitraglietta per andare a casa da Suha che gli stava preparando il caffe’, anche lei doverosamente sull'attenti. Veramente non so se la cosa sia ridicola, o squallida o entrambe le cose, non so nemmeno se il mondo ha visto o ha fatto finta di non vedere. Di una cosa pero’ son certa: se Arafat avesse sparato tutto il suo staff militare e civile avrebbe dovuto proteggersi una certa parte del corpo per evitare l’evirazione. La mitraglietta tremava visibilmete: la teneva colla mano destra, quella sifolina, e Arafat non e’ mancino.

Traduco dal Jerusalem Post

5 dicembre 2000

Intervista fatta al Dr.Issam Sissalem, dell’ Universita’ Islamica di Gaza, condotta dal Dr.Jareer Kidwah, consigliere per l’educazione alla Televisione palestinese, controllata in toto da Arafat:
"Esistono solo bugie sugli ebrei ammazzati qua e la’ e sull’Olocausto. Sono ovviamente solo menzogne e infondate rivendicazioni. Nessun Chelmno, nessun Dachau, nessun Auschwitz: erano solo luoghi per la disinfestazione.
Loro (gli ebrei )hanno fatto solo propaganda di essere stati assassinati, perseguitati e sterminati…
Comitati hanno lavorato nel mondo per stabilire la loro entita’, la loro straniera entita’ e impiantarla , come un cancro nel nostro paese, dove I nostri padri vivevano, dove I nostri figli vivranno. Loro (gli ebrei) si sono sempre presentati come vittime e hanno sempre fatto una bandiera di eroismo dell’Olocausto. Quale eroismo? Quale Olocausto? La nostra nazione e’ eroica, l’Olocausto e’ stato perpetrato contro il nostro popolo. .. Noi siamo le vittime, ma non saremo vittime per sempre."
Il Dr. Sissalem e il suo intervistatore, Jareer Kidwah, sono due storici ufficialmente incaricati dei media palestinesi per l’insegnamento delle radici palestinesi, dell’ideologia palestinese e sono considerati anche esperti di giudasmo e affari ebraici. (sic, nel senso di singhiozzo)
Penso che il pezzo non abbia bisogno di commenti se non che spiega in modo perfetto l’odio feroce che I palestinesi di tutte le eta’ e di tutte le estrazioni sociali e culturali hanno nei loro cuori e puo’ far comprendere meglio la guerra di questi ultimi due mesi. Storici come questi, aiutati dai media , controllati da Arafat,e dai libri di testo scolastici, controllati da Arafat, hanno distrutto l’anima dei palestinesi inculcando in tutta la popolazione l’idea che I loro vicini di casa, gli ebrei, siano dei maiali, delle scimmie (cito dai libri di testo palestinesi) dei succhiatori di sangue, degli invasori della loro patria (mai esistita come stato ne’ come entita’ politica). I palestinesi vogliono la terra ed e’ giusto che la ricevano ma perche’ da Israele o perche’ solo da Israele? Come io scrivo da anni e come scrive anche Maurizio Damiano sul Forum registrati , la Palestina geografica comprendeva Israele, il Libano, la Giordania e parte della Siria e su questa terra vivevano arabi (di cui fanno parte I palestinesi dal 1967) ed ebrei. Volere ubicare la terra per I palestinesi al posto di Israele significa solo voler eliminare Israele come Arafat e tutti I capi arabi passati e presenti invocano.

Alla TV francese...

Ieri sera (giovedì) è stato trasmesso dal secondo canale della rete  nazionale francese (Antenne 2) un documentario sui ragazzini dell'intifada  intitolato: "I bambini giocano alla guerra, o la guerra gioca coi bambini?", girato  nella zona di Gaza in questo periodo di scontri.  Il documentario parlava di come i bambini palestinesi vengono educati alla "guerra santa".
E' stato girato da un'équipe francese. Il responsabile del servizio è  francese (di origine indocinese).

Vorrei riassumerne qui i momenti principali (D= domanda dell'inviato francese R= risposta)

I BAMBINI
Intervista a tre ragazzini palestinesi.
Età: 12 e 14 anni.
D. "Perchè tirate le pietre?"
R. "Per lanciare un simbolo. Per difendere la nostra patria"
D. "Cosa volete?"
R. "Morire da martiri. Vogliamo Gerusalemme. Gerusalemme è nostra. E chi non
la pensa così , che affoghi nel mar Morto."
Intervista a una bimba. Età 9 anni. E' a casa con la mamma e gli 8 fratelli
e sorelle.
D. "Cosa vuoi?"
R. "Gerusalemme. Sono pronta a morire per la mia patria."
D. alla madre: "Signora, non è preoccupata?"
R. "No, mia figlia è matura, sa queste cose perchè ha studiato e le ha
imparate a scuola."
In un ospedale. Un padre si dispera davanti al letto del figlio ricoverato.
Dice:
"Mio figlio è stato ferito. Quando si è svegliato, qui in ospedale, ha
cominciato a urlare e a piangere, perchè non era morto. Non è diventato un
martire. Voleva esser santo"
Dal letto il ragazzo (16 anni) interviene:
"Sono ancora vivo. Sono disperato. Ricomincerò. Voglio diventare un martire
e morire per la mia patria."
D. "Non hai paura di morire?"
R. "E perchè dovrei?".
LA TV
Programma per bimbi alla tv palestinese.
Una bimba di 5 anni, col vestitino di velluto e le scarpine di vernice,
canta.
LA tv francese mette i sottotitoli di quello che sta dicendo:
"Vogliamo Gerusalemme.
Vogliamo la violenza
Siamo pronti a morire
Siamo pronti a dare la vita, ad auto-immolarci"
La melodia è assolutamente innocua.
Se mancassero i sottotitoli, mi preoccuperebbe lo stesso l'aria un pochino
esaltata della bimba.
Direi addirittura aggressiva....
Cantano altri due bambini maschi di 6 e 7 anni. Testi delle canzoni più o
meno identici.Si parla anche di "morire in un attenato è bello"

LE MADRI
Intervista a una giovane donna. E' incinta del nono figlio. Suo figlio
Saleh,
16 anni è morto da 24 ore, durante uno scontro con l'esercito Israeliano.
La donna sembra molto tranquilla.
D "Signora, come si sente?"
R. "Bene. Mio figlio ora è alla destra del profeta. E' un martire. Siamo una
famiglia fortunata e rispettata.Sono pronta a sacrificare tutti i miei figli
per
Gerusalemme e la nostra patria."
Una madre "Mio figlio è andato a combattere. Ha 9 anni. Mio marito ha
cercato di fermarlo, ma lui vuole diventare un martire. Ha rubato il fucile
di mio marito, che è un poliziotto, ed è andato a combattere."

LA SCUOLA
riprese durante le lezioni.
In classe i bimbi incollano sul quaderno le foto ritagliate dai giornali,
del famoso fatto di cronaca che vide protagonista un bambino di 12 anni e
suo padre. Erano nascosti durante una sparatoria, furono ripresi dal mondo
intero, vi ricordate? Il padre agitava le braccia. Alla fine il bambino fu
ucciso...
L'intera sequenza di fotogrammi viene ordinatamente incollata sui quaderni.
Due bimbi, durante un "atelier" teatrale improvvisato in classe, mimano e
recitano l'intera scena.
Quando il bimbo muore, tutta la classe si agita e si mette a urlare.
L'insegnante spiega che lo fa per fare esprimere ai bambini le loro
emozioni, per tirargli fuori la paura e lo stress. Uno psicologo francese
intervistato dice che secondo lui, queste "terapie" di gruppo non fanno che
rendere i bambini ancora più aggressivi.
Lezione di religione.
L'insegnante ha toni esaltatissimi praticamente urla. Quando i bimbi
rispondono alle sue domande, scattano in piedi e parlano con lo stesso
identico tono (urlando).
Si parla del fratello del profeta.
I reporter francesi fanno domande ai bimbi.
D. "Chi sono gli ebrei?"
R. "TRaditori. Hanno tradito il patto del Profeta. Devono morire"
Altri due ragazzini (sui 9 anni) rispondono alla stessa identica domanda più
o meno con le stesse parole.

GLI PSICOLOGI
Intervista ad alcuni psicologi e psichiatri infantili palestinesi.
Sono preoccupati.
Uno di loro ha messo in piedi una sorta di "doposcuola" per sottarrre i
bambini alla strada (vanno a scuola tre-quattro ore, il resto del tempo i
maschi lo passan per strada a guerrigliare).
Cerca di distrarli e di farli disegnare.
Dice: "A questi bambini è stata sottratta l'infanzia. Sono sotto stress. Di
notte hanno incubi. Continuano a disegnare fucili, kalashnikov e scene di
guerra. Sono agitatissimi."
Un altro psichiatra si esprime in termini quasi identici, anche se da la
colpa di tutto ciò alla guerra in atto, e dunque a Israele....

ISRAELE
A pochi metri dai luoghi dello scontro, la postazione di Tsahal.
Intervista ai soldati.
Sono tutti di leva. Moshè, 18 anni.
D."Rispondete ai lanci di pietre?"
R:"Sì, quando si fanno serrati.Spariamo pallottole di gomma"
D:"Avete armi con munizioni vere?"
R. "Sì. Le usiamo quando sparano a noi con pallottole vere. Abbiamo per
ordine di non sparare se non dopo esser stati aggrediti".
Tutti i ragazzi ahnno 18 o 19 anni.
Il portavoce dell'esercito, di origine francese. Si esprime direttamente in
francese, senza traduzione:
"I bambini attaccano le postazioni dell'esercito. Non reagiamo a semplici
provocazioni.Solo quando arrivano le pallottole, rispondiamo.
I bambini palestinesi vengono usati come scudo. Li mandano avanti. Loro
stessi si fanno in quattro per esser mandati avanti."
Dopo quello che si è visto e sentito, non si stenta a crederlo.
Il reportage finisce con le riprese al cimitero palestinese. Un bambino
ucciso durante gli scontri è stato appena sepolto.
Vicino alla tomba, i suoi compagni di classe cantano, ridono e gridano....
Intervistati dai francesi dichiarano:
"E' fortunato, il nostro amico. E' diventato un martire. Vorremmo tutti
essere al suo posto.Speriamo di poter anche noi morire per la nostra patria
e per Gerusalemme."

Ipocrisia, Ipocrisia e ancora Ipocrisia

Mi e' capitato di leggere un interessante rapporto del Direttore del "Comitato per la verita' in Medio Oriente", della sede di Boston, Alex Safian.
Purtroppo questo tipo di rapporti vengono per lo piu' letti dagli addetti ai lavori, dovrebbe invece essere data loro maggior diffusione per permettere di comprendere meglio alcune ingiustizie e differenze di comportamento nei confronti di paesi in guerra.
Molto interessante conoscere episodi tragici per i quali non e' stato usato lo stesso metro di misura usato per Israele.
Un gruppo di combattimento viene circondato e attaccato da milizie armate e da gruppi urlanti di civili a copertura degli uomini armati. I soldati chiamano in aiuto gli elicotteri che incominciano a sparare missili in difesa dei soldati. In 20 minuti piu' di 100 persone vengono uccise, per lo piu' civili. Un portavoce militare giustifica il gran numero di morti civili spiegando che " tutti quelli che erano nelle vicinanze e che coprivano i miliziani erano dei combattenti perche' tutti avevano in mano un' arma". Sparare su civili pur se ostili e combattenti dovrebbe far piombare sull'istante una condanna dell'ONU e dei moltepliici gruppi per ii diritti civili sulla testa dei responsabili.
E qui ci sbagliamo perche' non vi fu condanna. Nessun tipo di condanna. PERCHE' Il gruppo di soldati NON erano soldati israeliani ma erano parte dell'esercito di pace dell'ONU e l'episodio avvenne a Mogadisco, Somalia il 3 settembre 1993. Tutti i morti erano somali e il portavoce dell'ONU che difendeva l'azione di guerra era il Maggiore David Stockwell.
Non solo, Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite , con la Risoluzione 837 definiva ogni attacco NON PROVOCATO contro personale dell'ONU come "calcolata e premeditata serie di violazioni al cessate il fuoco". Dopo questa risoluzione il Consiglio di Sicurezza e gli Stati membri hanno mandato in Somalia ogni tipo di armi da usarsi contro i ribelli somali. Una di queste missioni "di pace" dei Delta Force Commandos fini' male perche' gli elicotteri USA furono colpiti dalle armi dei somali e i soldati americani a terra iniziarono una battaglia che fu definita una "carneficina": piu' di 500 somali uccisi e piu' di mille i feriti, tra cui molte donne e bambini. Nessuna condanna . Nessuna condanna ONU, nessuna condanna di A.I., nessuna condanna fu pronunciata per l'eccessiva forza usata contro i ribelli. Il commento fu:" Sono stati loro (i ribelli) a incominciare il fuoco e sono loro i responsabili per la tragica conclusione della battaglia". Chiaro e conciso.
Il rapporto parla anche del periodo d "tensione' tra Stati Uniti e Panama: Un gruppo di soldati statunitensi , durante un giro di ispezione fatto probabilmente nel momento e nel luogo sbagliato, fu attaccato dalle forze panamensi e tutti i soldati furono uccisi. Gli Stati Uniti invasero Panama, deposero il presidente Noriega e durante l'invasione furono uccisi tremila (3.000) panamensi, la maggior parte civili. Condanna ONU? NO. Nessuna condanna ONU.
Il consiglio di sicurezza dell'ONU, Amnesty International, i gruppi per la difesa dei diritti umani, dormono tranquilli quando avvengono queste tragedie nel resto del mondo. Non si turbano, non si scompongono, aspettano. e cosa aspettano? Israele! E' su Israele che sfogano la loro sete di giustizia, e' contro Israele che urlano scandalizzati, e' condannare Israele che li appaga e giustifica i loro sonni.
Israele respira e si becca una condanna perche' respira troppo, Israele si difende e si becca una condanna perche' si difende troppo.
Israele, dopo il linciaggio dei soldati israeliani, avvisa il nemico che avrebbe bombardato quindi via tutti i civili. Israele bombarda tre palazzi vuoti e riceve la mozione di condanna. Nessuna condanna invece per il barbaro linciaggio perpetrato all'interno di una stazione di polizia da polizotti e civili. Nessuna condanna per i palestinesi che hanno iniziato la guerra. Nessuna condanna per la polizia palestinese che impedisce di portare in salvo un soldato israeliano ferito gravemente.Nessuna condanna, signori, per aver tradito e vanificato gli accordi di Oslo e tutto il processo di pace.
L'ONU non condanna nessuno ma Israele , eh, quello si che si merita una mozione dietro l'altra. E sapete perche'? Perche' ha la sfrontatezza di esistere.

Cristiani a Gerusalemme

Il Jerusalem Post riporta:
Il Nunzio Apostolico Monsignor Pietro Sambi ha fatto capire in modo molto soft che i cristiani di Gerusalemme sono preoccupati per la loro sorte.
Sono stati intervistati alcuni cristiani della Citta' Vecchia di Gerusalemme , nessuno dei quali ha voluto rilasciare il proprio nome (la paura e' in agguato) e tutti si sono dichiarati preoccupati per il passaggio all'A.P. Dicono che "preferirebbero" la sovranita' di Israele.
Il rabbino David Rosen, direttore della lega antidiffamazione in Israele, che ha molti contatti con i cristiani di Gerusalemme Atika', dice che i cristiani di Gerusalemme "non possono" dichiarare apertamente i loro sentimenti, devono essere molto attenti perche' non sono solamente preoccupati che i loro rapporti con i musulamni si deteriorino ma hanno paura per tutti i cristiani nei paesi arabi. I cristiani dii Gerusalemme hanno usufruito di un secolo di educazione e situazione socioeconomica di stile occidentale, sono avvocati, insegnanti,commercianti, medici, ingegneri. Posizioni privilegiate che li renderebbe molto deboli nell'A.P. A Betlemme, dicono, la popolazione compera soltanto nei negozi dei musulmani. Un avvocato cristiano ha dichiarato che nell'A.P. i loro interessi sarebbero sempre subordinati agli interessi deii musulmani senza contare che la classe dirigente dell'A.P. e' violenta e corrotta. Pare che i cristiani vivano questa situazione come l'abbandono di Israele per farli finire nelle mani di Arafat.
Gli arabi di Gerusalemme Est sono invece terrorizzati: la maggioranza tra loro e' molto povera e vive grazie alle sovvenzioni israeliane. Avendo molti figli e ricevendo sovvenzioni per ogni figlio, non vivono proprio malissimo anche se disoccupati. Sanno che passando sotto il regime di Arafat non riceverebbero NIENTE e finirebbero per vivere esattamente come i loro fratelli dei campi profughi, cioe' nella miseria piu' nera e praticamente senza diritti. Molte telefonate preoccupate di cittadini di Gerusalemme Est arrivano all'ufficio del sindaco di Gerusalemme.
Comunque, aggiungo io, non dovrebbero essere ulteriormente preoccupati perche' l'ultima notizia di oggi e' la dichiarazione di un esponente della A.P., Rabbo, il quale dice che nessun documento sara' firmato da loro se non include la completa sovranita' palestinese sul Monte del Tempio, su tutta Gerusalemme Atika' e Est e se non rientrano in Israele tuttii i palestinesi che vogliono farlo. le ultime cifre parlano di 4 milioni, compresi i morti che , se non potranno entrare per ovvie ragioni, dovranno comunque ricevere le sovvenzioni da Israele, USA e Europa.

Pace e Arafat

Caro Dottor Franceschini (La Repubblica),
allora come la mettiamo? Barak, nonostante la durezza del programma di -pace- di Clinton, ha detto di si. Israele deve rinunciare a Gerusalemme, al Monte del Tempio, alla valle del Giordano, dovra' evacuare 40.000 persone che vivono negli -insediamenti-. Terribili decisioni, rabbia immensa, grande dolore ma diciamo di si pur di avere questa benedetta o maledetta pace.
Arafat che dovrebbe ricevere tutto quello che non ha mai avuto, ha detto di no. Non contento di questo ci fa saltare gli autobus (e solo per miracolo, poiche' una della bombe non e' esplosa, non c'e' stata una strage), ci fa sparare addosso da tutte le parti. Oggi,oltre all'attentato di Tel Aviv, altri 4 feriti vicino a Gaza e un morto ammazzato da un'altra parte.
Noi dobbiamo sempre trattare anche sotto il fuoco, anche con i linciaggi, anche coi rapimenti ( a proposito c'e' qualcuno che si ricorda che 4 israeliani sono nelle mani dei terroristi hezbollah che impietosamente non dicono nemmeno se sono vivi o morti?) , anche con le centinaia di morti fatti durante gli attentati del 93/94 95/96/97. A loro sono sufficienti i due passi che Sharon ha fatto sul "nostro" Monte del Tempio.Per loro e' sufficiente che il sindaco di Gerusalemme (che e' ancora, tutta intera, la nostra Capitale) sposti il suo ufficio in un atto dimostrativo assolutamente pacifico in una parte di Gerusalemme che comunque resterebbe israeliana, perche' si sentano provocati.
Vogliono la guerra, fanno la guerra e noi continuiamo a trattare nonostante tutto.
Ma come la mettiamo Dottor Franceschini? C'e' qualche giornalista di "sinistra" che scrive che i palestinesi sono perlomeno "intransigenti"? Lo avete scritto per anni quando Israele tentava di difendersi con la forza della disperazione. Ci accusavate di essere "intransigenti" perche' volevamo vivere.
Certo, anche i palestinesi hanno le loro ragioni. Esistono. Sono qui. Sarebbe giusto trovare un modus vivendi. Le ragioni di Israele per la quasi totalita' dei giornalisti italiani non esistono. Nessuno ha il coraggio di scrivere che Israele non puo' far entrare 4 milioni di palestinesi(sono le ultime cifre ma cambiano in continuazione e sempre in aumento ) senza arrivare al suicidio, alla fine di tutto, all'eliminazione di Israele per sempre.
Nessuno scrive che non e' giusto accettare il ricatto di Arafat che pretende il "ritorno" dei -discendenti- di quelli che se ne andarono nel 48. I discendenti: zii, cugini, nipoti, nonni, nonne, parenti chi piu' ne ha piu' ne metta. Se vogliono la legge del ritorno perche' gli piace copiare tutto da noi, benissimo: tornino in Palestina quando esistera'. I profughi ebrei scacciati nel 48 dai paesi arabi non usufruiscono della legge del ritorno per tornare nei loro paesi di origine, si usufruisce della legge del ritorno per tornare in patria. Per gli ebrei e' Israele, per gli arabi palestinesi e' la Palestina che verra'. Se vogliono Israele a che gli serve anche la Palestina? E' esagerato pretendere la botte piena e la moglie ubriaca: la Palestina e Israele. Penso sia chiaro anche per voi giornalisti.
Nel frattempo il grande uomo, quel Arafat ricevuto da Papi e statisti , l'uomo che voi avete esaltato come un grande eroe dimostra di non essere altro che il piccolo vigliacco terrorista che noi conosciamo molto bene. E' incapace persino di fare la pipi' se non va da Mubarak, e' incapace di decidere se dire un si o un no chiari a Clinton. Deve aspettare lunedi' la decisione dei paesi arabi. Il vostro grande uomo! Il criminale di sempre, disgrazia dei palestinesi e tragedia di Israele portato in trionfo ad Assisi, abbracciato dal Papa, baciato con amore da Chirac e da Occhetto.
La fortuna di quest'uomo e' stata di avere come controparte Israele : le sue intifade in Siria o in qualsiasi altro paese arabo, avrebbero avuto la durata di una giornata, forse anche meno. Avere come controparte Israele gli ha procurato l'appoggio incondizionato del mondo intero, avesse avuto un'altra controparte sarebbe un Ochalan qualsiasi.
Come la mettiamo, dottor Franceschini? Esiste un minimo di obiettivita' nel giornalismo italiano?

Associazione di Amicizia Marche Israele - Pagina attiva dal 1995 - E mail: aami@eclettico.org
Ultimo aggiornamento: 16/01/10